Il racconto della nostra visitatrice Deb, dalle pagine del blog "Riparto da un viaggio" - 14/02/2020

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Da giovane mi recavo spesso per lavoro a Milano, il clima era sempre grigio e piovoso, la nebbia avvolgeva la città. Milano, invece, in occasione del mio city break mi regala la sua immagine migliore. La città si svela ai miei occhi “baciata” da un sole tiepido e immersa in un cielo azzurrissimo. Dopo la visita al Cenacolo, ai tempi in perenne ristrutturazione, gironzolo un po’ in corso Magenta, entro casualmente in una chiesa, San Maurizio al Monastero Maggiore. Resto incantata dalla bellezza di questo edificio, un monastero femminile dell’ordine benedettino reso ancora più suggestivo da una musica soave che riempie tutta la chiesa.

Mi siedo ad ammirare questo capolavoro ed inizio a curiosare in Internet per saperne di più, scopro che è soprannominata, la Cappella Sistina di Milano.

Annoto sul mio taccuino che devo scrivere sul mio blog di questo luogo consigliando di non farsi scoraggiare dall’anonima facciata perché nasconde una meraviglia assolutamente da non perdere. E’ ora di incamminarmi verso la Fondazione istituto dei Ciechi di Milano in Via Vivaio,la mia visita è prenotata per le 15,30. La giornata è talmente limpida che decido di non prendere i mezzi pubblici. L’istituto si trova in centro e dal Duomo impiego una mezz’ora per arrivare. Non appena varco la soglia della sede dell’istituto vengo colpita dalla location,un palazzo storico immerso in un’atmosfera di pace e silenzio. Il silenzio è rotto solo dal cinguettio degli uccelli. Individuo immediatamente lo spazio di Dialogo nel Buio ed entro. Il team di Dialogo nel buio mi dà il benvenuto con un sorriso.

Mi siedo ad aspettare, un vortice di pensieri e domande affolla la mia mente. Quale sarà la mia reazione? Cosa mi aspetta? Mi sorge anche -confesso- qualche pensiero accompagnato da un pizzico di ansia… “e se dovessi cadere”?

Ma la sensazione che prevale su tutto è quella dell’euforia, sono elettrizzata perché mi appresto a vivere qualcosa di nuovo, di diverso. Mi chiamano…inizia la mia avventura nel buio.

Smarrimento, senso di abbandono e mancanza di protezione mi assalgono appena la luce mi “consegna”al buio. Mi accoglie Alessandra, la mia guida, sono disorientata, ma lei mi rassicura e guidata dalla sua voce ed in “compagnia” di un bastone inizia uno specialissimo viaggio attraverso il mondo dei nostri quattro sensi.

Un viaggio che lascerà un’impronta indelebile nel mio cuore.

È arrivato il momento di lasciarsi andare ed affidarmi ai miei sensi e ad Alessandra che con dolcezza mi prende per mano e mi aiuta ad immergermi nel mondo senza luce. La sensazione di disorientamento diminuisce ma è ancora presente. Sono smarrita, apro e chiudo continuamente gli occhi con la speranza vana di intravedere una luce che mi può guidare. Gli altri sensi, come folletti impazziti danzano nella mia testa mentre la vista piano piano si arrende e si “accuccia”. I miei altri quattro sensi si “svegliano” e mi aiutano attraverso una miriadi di sollecitazioni tattili, uditive ed olfattive a percepire in maniera diversa il mondo che mi circonda.

Odori, profumi, sapori ed oggetti accendono un altro “senso”, l’immaginazione.

Viaggio con la mente. Con il vento tra i capelli, cullata dalle onde del mare immagino mare cristallino, un’isola greca inondata di sole, un vecchio dal volto segnato dal sole che racconta storie.

L’odore delle spezie ed il vociare dei mercanti mi catapulta in Oriente. Immagino di essere in un meraviglioso e colorato souk di Marrakech. Sento il calore del sole sulla pelle e le stradine sono invase dal profumo inebriante della menta utilizzata per preparare il the. Il nostro viaggio si sta per concludere ma prima di salutarci l’ultima tappa è al bar immerso nel buio.

Ci accomodiamo e sorseggiando un succo chiacchieriamo. Lei mi parla della sua vita, del suo mondo.

Non ci vediamo ma ci sentiamo. Quanto è strano…l’ho conosciuta soltanto un’ora fa ma mi sembra di conoscerla da una vita. Il dialogo tra noi due è profondo. Mi pone tante domande sull’ esperienza vissuta ed io mi sciolgo, come neve al sole, confessandole l’emozione più forte ed intima provata all’inizio del percorso. Mi sono sentita, le racconto, fragile, indifesa priva di qualsiasi protezione. È stato un momento fugace, molto intenso in cui ho sperimentato la solitudine, la sensazione di essere sola al mondo. Ho avvertito un nodo alla gola, è durato quanto un battito d’ali ma è stato come un pugno nello stomaco, forte. È ora di uscire, di ritornare alla luce, il percorso si è concluso.

È stata una delle esperienze più belle, inaspettate ed emozionanti della mia vita. Ringrazio il Dottor Franco Lisi per la sua gentile ospitalità ed il suo team. Un grazie speciale anche alla mia guida Alessandra di cui ho “visto” il suo volto e sfiorato la sua anima attraverso la voce.

Fonte: www.ripartodaunviaggio.it

 

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