di Maria Lucchet - #leguidesiraccontano

La nostra guida Maria racconta delle difficoltà che incontrano i non vedenti durante i loro spostamenti in città (il testo fa riferimento ai giorni del lockdown).

Maria LucchetSono una guida di Dialogo nel Buio e, quando accompagno i miei visitatori, cerco di far cogliere loro, attraverso le attività e i giochi da me proposti, l'importanza dell'ascolto non solo di se stessi e degli altri membri del gruppo, ma anche di tutto ciò che accade nello spazio in cui ci si trova.

Ogni ambiente del percorso è caratterizzato da suoni differenti, i quali rappresentano utili punti di riferimento per orientarsi.

Lo stesso vale per gli spostamenti quotidiani di chi non vede. Io vivo a Milano e da alcuni anni mi avvalgo di un cane guida. Nonostante la mia compagna a quattro zampe, ho sempre cercato di autoimpormi di uscire e di imparare i percorsi fondamentali (supermercato, farmacia, università, lavoro) anche con l'uso del bastone bianco, in quanto il cane potrebbe avere qualche acciacco o essere semplicemente stanco dopo alcuni giorni di servizio.

In una metropoli come Milano, le persone con disabilità visiva possono incontrare alcune difficoltà negli spostamenti: da auto parcheggiate in doppia o tripla fila, a passanti e automobilisti poco inclini ad osservare il codice della strada e le semplici regole di convivenza civile; ma tutto ciò è stato profondamente stravolto dalle recenti normative per il contenimento dell'epidemia di coronavirus.

Se una drastica riduzione del traffico e delle persone che affollano i marciapiedi poteva inizialmente essere una bella notizia, per me e per gli altri non e ipovedenti, ora, al contrario, si sta rivelando una situazione un po’ complessa.

Per poter attraversare la strada, le persone prive della vista possono servirsi di semafori dotati di segnale sonoro, che scatta in caso di luce verde per i pedoni, oppure, in sua mancanza come accade a malincuore nel mio quartiere, si fa appello al proprio udito cercando di individuare la traiettoria e la velocità degli autoveicoli dal rumore da essi generato. Vorrei sottolineare che il cane guida previene gli ostacoli, può memorizzare i percorsi abitualmente affrontati, può individuare le strisce pedonali o l'ascensore su richiesta del padrone, ma non può attraversare di sua iniziativa la strada, in quanto non è in grado di calcolare la velocità dei mezzi in movimento e nemmeno di vedere i colori riprodotti sul semaforo. In questi giorni il traffico e le persone nel quartiere si sono radicalmente ridotti, ma paradossalmente, per quanto mi riguarda, il quasi totale silenzio è un serio problema, perché non fornisce i riferimenti sonori a me necessari per orientarmi ed inpartire i comandi giusti al mio cane guida. Insomma, a volte il silenzio può essere utile per ricaricarsi o per il riposo personale, ma per un non vedente può costituire un pericolo o motivo di stress anche se accompagnato da un cane adeguatamente addestrato.

Concludendo, ci sono due fattori che potrebbero ostacolare l'orientamento: la confusione e il silenzio.

Maria Lucchet
Guida di Dialogo nel Buio

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