Pensiero del giorno

Come un quadro variopinto realizzato col cuore. Un modo gentile per guardare nell’anima senza invadere, senza dolore. Silvia

I VOSTRI COMMENTI

Il libro visitatori all'interno della mostra Dialogo nel buio
In questa sezione pubblichiamo alcune lettere che ci vengono inviate dai nostri visitatori.
Se anche tu vuoi condividere emozioni, pensieri, suggerimenti o proporre delle riflessioni legate all'esperienza di Dialogo nel Buio puoi scrivere a:

Relazioni Dialogo






 

Un'esperienza indimenticabile

aprile 2013

Ieri sera ho fatto l'esperienza più bella, unica, incredibile, indimenticabile di tutta la mia vita! La Cena al Buio presso l'Istituto dei Ciechi a Milano.

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Rosso come il cielo

marzo 2012

Verde come un prato in primavera, rosa come un ramo di pesco in fiore, rosso come il cielo al tramonto... Quanti colori, quante sfumature attorno a noi!

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"Mi sono sentita libera"

8 novembre 2011

Ciao sono Raffaella, o meglio "Raffa" come mi ha chiamato per tutta la cena la vostra cara Filippa. Sabato 5 novembre scorso con un gruppo di amici sono venuta all'Istituto per la cena al buio e sento il bisogno di condividere con tutti voi l'emozionante esperienza vissuta, ma soprattutto farvi sapere qual è stata la cosa straordinaria che mi è successa: mi sono sentita libera... sì, libera da pregiudizi, miei e degli altri. Tu non giudichi e gli altri non ti giudicano! Un grazie di cuore a tutti voi e in particolare a Filippa, che ci ha tenuto compagnia per tutta la serata con canti e risate.

A presto... Raffa e tutta la compagnia della Valle Camonica

   

"Una marcia in più"

20 dicembre 2010

Ieri abbiamo avuto il nostro "dialogo al buio". È stata un'esperienza unica e coinvolgente, un'ora abbondante che ha lasciato davvero una traccia dentro di noi. Noi, che ci poniamo sempre un sacco di limiti e ci lasciamo abbattere per le motivazioni più banali, siamo stati sconvolti dalla forza d'animo e dalla capacità di coinvolgimento della fantastica Filippa, che con la sua voce squillante e con la sua travolgente simpatia ci ha accompagnato in questo breve viaggio. Ci siamo sentiti subito accolti e in armonia con tutti coloro che ci hanno voluto conoscere: la voce rassicurante di Cesare, la cordialità di Maria Rosa, la simpatia di Ari, la dolcezza di Ilaria e la simpatia di Samuele.

Grazie a tutti ragazzi, siete fantastici e ci avete trasmesso la vostra marcia in più. Buon Natale a tutti!

Maria (+Samuele che arriverà a febbraio), Alessandro, Barbara e Claudio

   

"Un'esperienza difficile da raccontare"

10 dicembre 2010

La settimana scorsa ho accompagnato due classi della mia scuola nel percorso Dialogo nel buio.
L'esperienza per tutti noi è stata molto forte e coinvolgente. È difficile raccontare simili emozioni, personalmente credo di aver bisogno un po' di tempo per poter raccontare compiutamente dell'insieme di sensazioni, paure, smarrimento e sollievo e tanto altro ancora che in quell'ora hanno inondato il mio cuore e la mia mente.
Un particolare grazie a Chiara che con la sua voce, il suo lieve tatto, il suo profumo ha infuso in tutti noi quella luce necessaria per vedere là dove la vista era esclusa.
Grazie

Mauro

   

"Un sorriso nel buio"

23 aprile 2010

Lo scorso 15 aprile ha avuto la fortuna di poter accompagnare una classe del mio istituto nel percorso di Dialogo nel buio. È stata un'esperienza unica che mi ha coinvolta profondamente.

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"Siamo cresciuti un po' di più"

8 marzo 2010

Noi, bambine e bambini delle classi quarte della scuola primaria Don Milani di Tavazzano (LO) vogliamo ringraziare le nostre maestre che ci hanno permesso di fare questa bellissima esperienza al buio. Vogliamo ringraziare tutte le guide che erano presenti il giorno 25 febbraio quando siamo venuti all'Istituto dei Ciechi: loro ci hanno dato tranquillità perché noi avevamo un po' di paura.

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"Meglio di uno stupendo panorama"

8 marzo 2010

Giovedì scorso ho avuto occasione di provare il percorso Dialogo nel Buio.

Vorrei ringraziare Ilaria, la nostra accompagnatrice, per averci insegnato ad orientarci nel buio, a riconoscere cose e rumori, a stimolarci a capire situazioni, a distinguere il retro dalla fiancata di un furgone, a identificare un animale dargli un nome un sesso ecc.

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"Ho fronteggiato le mie paure"

15 febbraio 2010

Desideravo condividere la mia esperienza fatta a Venezia, ieri pomeriggio, presso il Museo della Biennale. Il percorso al buio, guidati da Anthony, è stato davvero importante, insolito, un'esperienza che non dimenticherò facilmente!
In circa quindici minuti, o forse venti, mi sono ritrovata a fronteggiare una delle mie più grandi paure, il buio!

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“I non vedenti siamo noi” - L'esperienza della cena al buio

5 novembre 2009

Non ci sono parole per descrivere l'esperienza della cena al buio, a cui ho partecipato ieri sera. Vorrei ringraziare le nostre guide, che ci hanno fatto provare una esperienza indimenticabile, che ci hanno seguito per tutta la cena, anche se parlare di cena è riduttivo. Mi sono resa conto che tutto ciò che noi definiamo "diverso" non esiste, che, anzi, il buio permette di relazionarci in modo diverso con le persone che si hanno vicino, che magari non avremmo neanche degnato di uno sguardo, ma con cui scopriamo di avere molte affinità in comune. Mi sono resa conto che " i non vedenti" siamo proprio noi, che ci perdiamo in cose inutili, che non sappiamo più ascoltare noi stessi, che siamo totalmente fagocitati dal rumore che ci circonda, incapaci di ascoltare un bisogno, anche semplice, di una persona vicina. Tutto questo al buio cambia. Ieri, per una sera, è scomparso tutto il frastuono che ci circonda, mentre rimangono nella mente le persone con cui abbiamo vissuto questa esperienza.

Ringrazio in particolar modo Giuseppe, che mi ha accompagnato in questo splendido viaggio.

Consiglio a tutti di vivere questa esperienza indimenticabile.

 

Marta

   

"Una voce per non avere paura"

29 settembre 2009

Questa mattina, alla Galleria Auchan di Sassari, ho vissuto l’esperienza del percorso “buio buio”. La chiamerei piuttosto Oltre il Buio. Le sensazioni che ho provato, stimolate dall’assenza della vista, sono state toccanti; la scoperta dei sensi che usiamo poco o in modo limitato per orientarci nel mondo, la consapevolezza di considerare scontato, ovvio, ciò di cui disponiamo.

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"Che bello farsi aiutare!"

14 settembre 2009

Sono tornata a casa da poco dopo aver fatto il percorso "Buio Buio". Ero al centro commerciale (a Cagliari) per degli acquisti e sono capitata per caso davanti al vostro allestimento. Proprio in questi giorni, per lavoro, sto preparando una sorta di laboratorio didattico sulla visione e non mi è sembrato vero di poter vivere un'esperienza che avevo pensato di mettere nella prima parte del percorso: avevo pensato che per parlare del "vedere" si dovesse cominciare col "non vedere".

Sicuramente il percorso al buio serve anche a questo, a riflettere e a essere più consapevoli di cosa significa avere degli occhi e saperli usare, ma mentre ero lì dentro ho "visto" cose molto più interessanti che non mi sarei mai aspettata di "vedere".

Una persona che incontravo per la prima volta in vita mia, Filippa, mi ha chiesto come mi chiamassi e mi ha preso la mano, e l'ha tenuta a lungo, mentre mi spiegava cosa sarebbe successo. Poi mi ha guidato, mi ha dato istruzioni con la voce e spesso tornava a sentire il mio corpo e a riconoscermi solo toccandomi un braccio, le spalle o il busto, mi chiamava per nome. Si assicurava che stessi bene, che stessi sperimentando tutto, che la seguissi. Io avevo bisogno di lei lì dentro, al buio. Tenere la sua mano e sentire la sua capacità di portarmi era rassicurante. Forse avrei potuto fare il percorso senza alcuna guida, con un po' più di tempo a disposizione alla fine avrei toccato, odorato, e esplorato tutto lo spazio a disposizione, ma non avrei provato la cosa più importante: mi sono affidata a una persona, a una sconosciuta, senza paure o dubbi. Grazie alla guida di Filippa mi sono sentita al sicuro e ho potuto fare esperienza dei miei sensi con serenità, perché sentivo che c'era lei che si occupava di me.

Quando mai mi succede qualcosa del genere? Ognuno di noi (noi vedenti?) nella vita di tutti i giorni conosce gli altri "a distanza", e va fiero della propria autosufficienza, del proprio essere capace di fare a meno degli altri. Che bello per una volta sapere che da sola non posso farcela, ma sentire che c'è qualcuno pronto ad aiutarmi... senza chiedermi nulla in cambio, solo per il gusto di farmi conoscere qualcosa (e qualcuno) che non conosco.

Ho avuto poco tempo per osservare il viso di Filippa, quindi non lo ricordo, ma mentre tornavo a casa ho sentito il suo profumo nella mia mano e ho sorriso.

Giuliana
   

"Non volevo più uscire"

16 luglio 2009

Abbiamo fatto del buio il nostro habitat, tocca qui, riconosci questo, annusa quell'altro, scambia quattro chiacchiere... Ci si aiuta a vicenda, si fa conoscenza con persone nuove e magari alla fine del percorso qualcuna la si riconosce anche!
Un tutto di suoni, voci, odori, tocchi e buio. Un buio rassicurante, lontano anni luce dalle tenebre dell'uomo nero. Altro che internet, altro che chat... vita vera, toccarsi le mani.
Tutto accompagnato dalla strana sensazione di conoscere meglio quelle voci sentite da poche ore piuttosto che il collega di lavoro di tutti i giorni. Tutto più intimo, più a misura d'uomo.
Insomma non volevo uscire.
Come una bambina tirata via dalla giostra, sono stata trascinata via dai miei amici che ormai, dopo ore, avevano sonno, ma io ero instancabile, ci sarei rimasta volentieri un'altra settimana in villeggiatura.
Sarà stata la musica, l'atmosfera, le persone, ecco, a quelle va davvero un grazie immenso per averci accompagnato passo passo con cordialità e simpatia... Sarei rimasta ore a parlare e parlare ancora, perché non è da tutti i giorni conoscere persone umane come voi, sinceramente. Non volevo sprecare l'occasione.
L'essenziale è invisibile agli occhi, e bravo il piccolo principe.
Eppure luce fu, ancora la vita di sempre, come essere tornati da una vacanza o da un sogno.
Questa mattina apro gli occhi e la prima cosa che penso è "quando tornerò"?

A presto
Chiara

   

"Un'ora passata troppo velocemente"

20 aprile 2009
Nel suo "Poscritto alla logica della scoperta scientifica” Karl Popper, dichiarava che molte volte si era trovato, nell’affrontate un problema nuovo, come “un uomo tutto nero, in una stanza tutta nera a cercare un capello nero”.
Prima di iniziare “Dialogo nel buio”, ho pensato a questa affermazione di Popper e intimorito sono entrato nella stanza nera, ma questo timore è durato solo pochi minuti, poi la dimensione del buio mi ha preso e avvolto come una calda coperta, la voce della mia guida, il suo tocco sulle mie mani, le altre voci … sono diventate un’altra luce.
Un’intensa ora è passata troppo velocemente, ora che non sono più intimorito, ora che ho scoperto il buio ritornerò a dialogare con lui e con voi nuovamente.

Grazie
Alfredo
   

"Con il tatto vedevo i colori"

febbraio 2009
A Piazza San Marco la gente spinge e si accalca attorno alle maschere per cercare di fotografarle. Io, che mi sento soffocare, mi allontano verso le Corderie dell’Arsenale e lì già comincio a respirare meglio. Poi, in un vicolo, la mostra: un percorso sensoriale al buio da affrontare con l’aiuto delle mani e di una guida cieca. Oltre le tende scure che chiudono l’ingresso del labirinto mi assale lo stesso senso di claustrofobia che provavo poco prima. Il mio ragazzo torna sui suoi passi e io lo accompagno di buon grado, ma la mano e la voce rassicurante della guida mi convincono a riprovare. Dopo i primi momenti

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"Le tue parole erano uomini"

7 febbraio 2009
«Ecco, prof, attenta, ti guido io e ti faccio sedere. Ecco siediti qui, tu e i ragazzi siederete a poppa, io a prua e guiderò. E ora partiamo per un giro in barca! Lo sentite il vento?». «Siediti qui? Un giro in barca? Ah no, non vorrai davvero che mi sieda? Non la vedo la barca, non vedo niente» pensavo, mentre la voce di Barbara mi guidava e le sue braccia sicure mi indirizzavano in quella che probabilmente era una barca. Probabilmente? Sì, perché per me non era che un risuonare di lamiera, di metallo. Da almeno 15 minuti eravamo immersi nella più completa oscurità.

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"I rapporti con i miei compagni erano più belli"

29 gennaio 2009
Abbiamo affrontato il vostro percorso al buio e, dopo aver riflettuto in classe, volevamo condividere con voi alcuni nostri pensieri.

“Devo dire che questa esperienza mi ha allargato gli orizzonti. Prima di allora non avrei mai pensato che un non vedente potesse portare tanta felicità”.

"Prima di questa esperienza pensavo e, inizialmente, credevo che fosse solo un modo per provare l'handicap e accorgersi di quanto si è fortunati ad essere persone normodotate; in parte è così ma, il percorso mi ha trasmesso tutt'altro tipo di messaggio. Senza (a vista si sentono altre cose, altre sensazioni che, vedendo non si percepiscono. Non parlo dell'acutizzarsi dei sensi in mancanza di uno di essi, ma dei rapporto con le persone in mancanza della vista. Sembra quasi che, con la vista, i rapporti fra persone, sia conoscenti che estranee, siano separate da un muro che la vista ci offre, fatto di vestiti, scarpe e aspetto esteriore. Nei rapporti interpersonali sembra che ci sia un vergognarsi generale del proprio aspetto che limita lo scambio d'idee e di sentimenti.
Durante l’ora al Buio sembrava che questo muro non ci fosse e ho avuto un rapporto con persone estranee che, in condizioni normali, non sarei mai riuscito a avere. Il fatto che conferma il mio pensiero è che i rapporti con i miei compagni di classe, all'interno del percorso al buio, erano diversi, parlare era più bello e più facile”.

“Io in prima persona delle volte ho difficoltà nel relazionarmi con bambini, ragazzi ed anziani che non hanno avuto la mia stessa fortuna: essere nati senza handicap. Ieri però non ho avuto problema comportarmi normalmente con foro, magari perché mi trovavo nelle loro stesse condizioni”.

“È proprio vero che i non vedenti vedono più di noi. Infatti, loro non potendosi fermare all'aspetto esteriore di una persona scavano fino a scoprirne l'animo”.

Da quest'esperienza abbiamo imparato a non basarci esclusivamente sull'aspetto estetico di una persona, ma che prima di giudicare bisogna conoscere”.

I ragazzi della 2^bts - I.T.I.S. “Leonardo Da Vinci” di Carate Brianza

   

"Un'esperienza indimenticabile..."

25 novembre 2008
Quella che abbiamo vissuto è stata una breve storia d'amore. Ci ha "aperto gli occhi " su quel mondo oscuro, sulla caparbietà, sulle difficoltà strutturali evidenti di chi è cieco. Ma quelle ore trascorse con voi ci hanno riempito di struggimento e commozione, ci hanno dato la misura della vostra stupenda statura umana. A volte noi pensiamo di soffrire, di essere vittime, di non essere capiti eppure se viviamo nella vostra dimensione capiamo quanto siamo fortunati e quanto dobbiamo ringraziare la vita. Non sapete o alcuni di voi non ricordano cosa sia il rosso di un tramonto, l'azzurro del mare o il bianco di una nuvola, ma sentite il calore dell'anima, cogliete il rumore del respiro, annusate il profumo della vita. Sentite in noi la gioia, la tristezza, la felicità, mentre noi quando passiamo per strada non rendiamo l'emozione al vicino. Ecco, noi mettiamo da parte le emozioni per fare spazio alla ragionevolezza del tempo, il tempo di fare denaro, il tempo di andare in discoteca, il tempo di... quel "di" fa la differenza. Noi in quel buio oltre alla paura abbiamo trovato i nostri sentimenti e secondo me ognuno di noi dovrebbe ritrovare se stesso e le proprie emozioni per non fingere e per non sfuggire alla realtà. Il mondo cambia se ognuno di noi contribuisce, ciascuno nel nostro piccolo, ecco voi ci avete insegnato che nella vostra dimensione eravate felici, eravate sereni, appagati, eravamo noi diversi, deboli e provati. Tutti noi vi stimiamo per la vostra capacità di amare senza barriere, senza pudori, senza risparmio nel dare e senza vergogna nel ricevere.
Grazie per questa esperienza indimenticabile

I Ragazzi dell'Istituto Tecnico Statale per il Turismo "Marco Polo"
   

"Da oggi i miei ragazzi hanno qualcosa in più nell'animo"

Varese, 5 novembre 2008
Sono un'insegnante di lettere di Varese che ieri ha accompagnato una classe (seconda media) nel percorso Dialogo nel buio. Scrivo per complimentarmi con tutte le persone che hanno ideato e realizzato questo percorso perché è stata per noi un'esperienza indimenticabile.
Siamo tornati a casa più ricchi dentro e con i tempi che corrono questa è veramente una conquista. Grazie! Vorrei anche, se possibile, scrivere due righe alla nostra guida di cui conosco solo il nome, perché gran parte del merito della positività della nostra esperienza è stata dovuta a lui.

Caro Cesare, volevo ringraziarti per come ci hai accompagnato e guidato ieri in quello che è il tuo mondo. Da molti anni, oltre a insegnare, conduco laboratori di teatro nella scuola e gran parte dei nostri esercizi di "fiducia", necessari a formare il gruppo, si svolgono al buio; so bene quindi quanto sia importante la fiducia e quanto sia difficile fidarsi di chi non si conosce. Eppure, ieri, grazie alla tua bellissima voce e alla tua capacità di "accoglierci" noi (i ragazzi e io) abbiamo avuto immediatamente fiducia in te e la sensazione che ho provato al buio è stata quella di una grande serenità e pace interiore, come non mi capitava da tempo.
In un mondo dominato dall'immagine, dall'apparire, dalla fretta è difficile fermarsi a guardarsi dentro. Ti confesso che quando il percorso è giunto a termine mi è dispiaciuto, sarei rimasta volentieri al buio a parlare ancora con te e con le altre persone che "sentivo" al bar. Per la prima volta il buio non mi è apparso come una limitazione e il merito è tutto tuo. Grazie. I ragazzi ti salutano tanto e da oggi anche loro hanno qualcosa in più nel loro animo. Ancora grazie e un grosso abbraccio a voi tutti.

Valeria

   

"Grazie per l'entusiasmo"

4 novmbre 2008
Gentile Presidente,
desidero ringraziarla di cuore per l'entusiasmo, la competenza e la disponibilità con cui il Vostro Istituto ha reso possibile realizzare la mostra itinerario "Dialogo nel buio", inaugurata in occasione del Drugs OffDay. Il Vostro contributo, la Vostra presenza e l'esperienza preziosa delle Vostre guide sono stati determinanti per i successo dell'evento. La mostra ha aggiunto spessore e prestigio alla manifestazione che desiderava far conoscere sia agli ospiti presenti, che ai tanti studenti provenienti da tutta Italia, realtà come la Vostra che affrontano in maniera estremamente creativa ed efficace problematiche sociali di grande rilievo.
Il bilancio della giornata è stato estremamente positivo. I 1500 studenti e i trecento ospiti intervenuti hanno potuto conoscere esperienze interessanti ed assistere a incontri che hanno dato loro la possibilità di approfondire argomenti di grande valore sociale ed umano. Inoltre, la Vostra grande disponibilità e la preziosa collaborazione delle guide hanno reso possibile protrarre l'apertura della mostra ben oltre quella giornata, consentendo così a centinaia di studenti e di famiglie della provincia di Rimini, oltre che a tutti noi di San Patrignano, di vivere questa esperienza. Desideriamo far giungere il nostro ringraziamento a Rosanna, Ilaria, Roberto ed a tutti gli altri amici che hanno condiviso con noi momenti di grande intensità. Mi auguro che da queste giornate nascano nuove opportunità di sviluppo e di valorizzazione per tutti noi che operiamo nell'ambito del sociale e, in particolare, confido che questa collaborazione, nata tra il Vostro Istituto e la Comunità di San Patrignano, possa continuare e arricchirsi di nuovi progetti. Nella speranza di averVi presto nuovamente a San Patrignano, Le invio un caro saluto.

Andrea Muccioli
Comunità San Patrignano, 4 novembre 2008
[lettera indirizzata al Commissario Straordinario dell'Istituto dei Ciechi di Milano]
   

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