Avvocati al buio

I consiglieri dell'Ordine degli avvocati di MIlano all'ingresso di Dialogo nel Buio

L’Ordine degli avvocati di Milano si è riunito in consiglio a Dialogo nel Buio

Gli avvocati dell’Ordine di Milano si sono riuniti al buio presso l’Istituto dei Ciechi di Milano lo scorso mercoledì 12 luglio. È stata una seduta molto particolare, che invece di tenersi come di consueto a Palazzo di Giustizia si è svolta negli ambienti senza luce della mostra Dialogo nel Buio. Non è la prima volta che la mostra ospitata nel palazzo di via Vivaio ospita un evento di questo tipo. Era accaduto nel 2009 con la riunione del Consiglio Provinciale di Milano e l’esperienza si è ripetuta quest’anno con un’assemblea dal valore legale degli avvocati meneghini. In fondo l’idea è sempre la stessa: riflettere sulla condizione delle persone che non vedono ed abbattere gli stereotipi che le riguardano.
L’iniziativa si inserisce a buon diritto tra i compiti stabiliti dalla legge dell’Ordine degli avvocati, fra i quali figura anche la funzione sociale, che si traduce nell’intervento nei settori più vari per dare orientamento e assistenza alle persone indifese o vulnerabili (i minori, le persone con disabilità, le vittime di vari reati) e incoraggiare l’educazione alla legalità.

«È stata una riunione solo apparentemente diversa dal solito - spiega il presidente dell’Ordine, Remo Danovi - soprattutto un’esperienza per comprendere meglio la quotidianità vissuta in una situazione speciale come quella dei non vedenti e degli ipovedenti, per trarne ragioni e stimoli per continuare a svolgere i nostri compiti nel migliore dei modi possibili».

Senza la distrazione dei cellulari e di altri stimoli visivi, i consiglieri si sono così focalizzati sui temi all’ordine del giorno: la formazione e l’innovazione, lo sportello per i cittadini, le tecnologie e l’intelligenza artificiale, la specializzazione e le nuove attività professionali, la Casa dell’Avvocatura.
Franco Lisi, direttore scientifico dell’Istituto dei Ciechi, ha coadiuvato i lavori leggendo in braille i vari punti in agenda e redigendo il verbale, mentre lo staff di guide non vedenti assisteva con premura i consiglieri. Nonostante il contesto inusuale, i lavori si sono svolti seguendo il consolidato rituale, con il presidente Danovi a introdurre la discussione, gli interventi dei vari consiglieri e la messa ai voti delle delibere.

Fra le decisioni prese c’è quella di istituire uno sportello rivolto alle persone ipovedenti o prive di vista in collaborazione con l’Istituto dei Ciechi, per assicurare loro un servizio di orientamento e informazione sulle prospettive della professione, sulle più diffuse problematiche legali e sulle forme alternative di soluzione delle controversie.

«Questa riunione è stata un’esperienza che ha portato risultati concreti e positivi per le persone con disabilità visiva – afferma Franco Lisi - ci sono i presupposti per una collaborazione fra Istituto dei Ciechi e Ordine degli Avvocati, con l’obiettivo di favorire l’accesso al praticantato fra gli studenti disabili visivi laureati in giurisprudenza. Inoltre si provvederà a raccogliere e classificare le leggi sulla disabilità, creando uno strumento utile per gli avvocati che si occupano di tali questioni».

Anche per Rodolfo Masto, Commissario Straordinario dell’Istituto dei Ciechi, il Consiglio degli avvocati al buio ha un valore molto importante e può aiutare a superare gli stereotipi che non consentono alle persone non vedenti di fare carriera come avvocati né di entrare in magistratura. Conclude Masto: «Abbiamo accolto questa iniziativa con entusiasmo come segno della nostra collaborazione con la città e perché momenti come questo portino l’attenzione sui talenti che le persone non vedenti hanno da spendere nel mondo del lavoro e nella società».

di Marco Rolando

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